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Il compleanno il prossimo 18 agosto

Robert Redford a 74 anni è sempre 'Il migliore'. E festeggia
con l'autobiografia

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Scritto da di Agenzia   
Martedì 16 Agosto 2011 - 18:18

altRoma - Sarà che è biondo e bello (chi non ricorda 'Come eravamo' e 'A piedi nudi nel parco'?), bravo e pure intelligente e impegnato ('Brubaker', 'Gente comune', 'Il grande Gatsby' sono tra i più amati), ma il suo mix perfetto di fascino e glamour non è scalfito neanche in minima parte dall'incedere incalzante degli anni. Robert Redford spegnerà 74 candeline il prossimo 18 agosto, ed appare in gran forma.

Sarà forse perché, come ha recentemente rivelato nel corso di un seminario di Yahoo, durante la 58esima edizione del festival internazionale della creatività a Cannes, ha più di un asso nella manica per affrontare il tempo che passa. "Mi mantengo in forma facendo del buon sesso", ha detto candidamente l'attore a chi gli chiedeva come facesse a sembrare un eterno ragazzino. "Per una buona storia da raccontare ed una vita vissuta come si deve, il sesso è fondamentale", ha giurato. Di questo ed altri segreti, l'attore americano parla ora nella biografia che si è 'regalato' per il suo compleanno, a cura dell'irlandese Michael Feeney Callan (edito per ora solo negli Stati Uniti dalla Knopf). Un libro che racconta non solo l'aspetto solare e pulito dell'attore californiano, ma anche il suo passato inedito e turbolento, dalle droghe al teppismo all'irrequietezza giovanile che lo portò più volte ad allontanarsi dall'America. Il carattere vivace e ribelle del giovane Robert iniziò a manifestarsi già all'età di 19 anni quando, subito dopo la morte della madre, decide di lasciare Santa Monica in California (dove era nato nel 1937) per vivere in Europa e provare la vita bohemienne di un artista. Redford tornò però deluso e insoddisfatto ed iniziò a bere. Di lì a poco, l'incontro con Lola, la donna che diventò sua moglie e gli diede tre figli: Shauna, Jamie ed Amy. Nel 1962, Redford ottenne la sua prima parte in un film per il cinema, 'Caccia di guerra', di Denis Sanders. Dopo la parentesi cinematografica esordì a Broadway con 'A piedi nudi nel parco', diretta da Mike Nichols, il quale volle la partecipazione di Redford dopo averlo visto in televisione. Fu il trampolino perfetto verso Hollywood: nel 1966 gli offrirono un ruolo come protagonista nella versione cinematografica della piece, che fu un successo clamoroso. Da lì, una serie di film che consolidarono il suo prestigio come attore, da 'Butch Cassidy', nel quale conobbe Paul Newman simpatizzando subito con lui, a 'Come eravamo' con Barbra Streisand per la regia del suo amico Sidney Pollack fino a 'La stangata', che ottenne 7 premi Oscar e grazie al quale Redford ottenne la sua prima nomination come attore protagonista. Dopo il successo de 'Il grande Gatsby', del 1974, l'attore inizia un percorso cinematografico sempre più impegnato e di denuncia, politica e sociale. Da 'Tutti gli uomini del presidente', del 1976, dove recitò accanto a Dustin Hoffman in una pellicola sullo scandalo del Watergate e che ottenne sei nomination agli Oscar, fino a 'I tre giorni del condor', 'Il cavaliere elettrico', 'Brubaker'. Dal 1980, inizia la sua carriera come regista, esordendo con un film che ebbe un enorme successo di pubblico e critica e gli valse l'Oscar come miglior regista: 'Gente Comune' (1980). Poi 'Milagro', con l'attrice Sonia Braga della quale si invaghì e con la quale ebbe una liason durata tre anni. E ancora 'Quiz Show', sui brogli del mondo televisivo e nel 1998 è la volta di 'L'uomo che sussurrava ai cavalli', basato sul romanzo di Nicholas Evans; nel 2000 diresse 'La leggenda di Bagger Vance' e nel 2007 'Leoni per agnelli'. Nel 1990, l'attore ha creato il 'Sundance Institute', un'organizzazione no-profit finalizzata al sostegno del lavoro dei cineasti indipendenti, che sovvenziona le giovani promesse del cinema offrendo spese pagate per un mese e scambi degli artisti con fior di professionisti del settore. Al Sundance Institute è collegato il celebre 'Sundance Festival', il concorso cinematografico dello Utah dal quale sono usciti molti registi indipendenti che non avevano trovato spazio nella distribuzione, come Quentin Tarantino, Christopher Nolan e Darren Aronofsky. (Fonte Adnkronos)

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