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Parco impiantistico nazionale in linea con le realtà più avanzate in Europa
Crescono in Italia gli impianti per il
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| Scritto da Agenzia | |||
| Giovedì 12 Aprile 2012 - 18:45 | |||
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Tre impianti sono in grado di trattare meno di 100 tonnellate/giorno, 24 si collocano fra 100 e 300 tonnellate giorno, 17 fra 300 e 600 e solo 6 (che però rappresentano da soli il 39,7% della capacità complessiva) superano le 600 tonnellate/giorno. Solo 2 impianti (a Rufina, in provincia di Firenze, e a Messina) su 53 si limitano a bruciare i rifiuti senza recuperare energia, ma per ambedue è prevista la trasformazione in termovalorizzatori. E' questa la fotografia scattata dal terzo "Rapporto sul recupero energetico da rifiuti urbani" presentato oggi da Enea e Federambiente dal quale emerge che 29 impianti (con 59 linee) sono nelle regioni del Nord, 15 (23 linee) in quelle del Centro e 9 (20 linee) in quelle del Sud e Isole. Complessivamente, nel corso del 2009, rileva il Rapporto, è stato inviato a incenerimento il 12,7% dei rifiuti urbani raccolti in Italia. L'analisi dei dati del Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani nei 27 Paesi dell'Unione più Svizzera, Norvegia e Islanda, inoltre, mostra che l'Italia, con 541,3 kg/anno pro capite, si colloca lievemente al di sopra della media europea, che è pari a 512,3 kg. A livello comunitario, rileva ancora il Rapporto di Enea e Federambiente, il 40% dei rifiuti viene riciclato o compostato, il 20% è avviato a incenerimento e il 37% viene smaltito in discarica. Le differenze tra Paese e Paese, sottolinea il Rapporto, sono molto ampie. In Germania, Austria, Paesi Bassi, Danimarca, Belgio e Svezia prevalgono il riciclaggio e il recupero d'energia, con un ricorso alla discarica che va dallo 0,3% della Germania al 5,1% del Belgio, mentre all'opposto Bulgaria, Lettonia, Lituania e Malta avviano a discarica oltre il 90% dei loro rifiuti. Sul fronte dell'energia recuperata dai rifiuti, dal 2004 al 2010 la produzione d'elettricità dei termovalorizzatori italiani è passata da 2.436 a 3.887 GWh, nello stesso periodo la produzione d'energia termica è cresciuta da 560 a 1.212 GWh. Secondo il Rapporto, entro il 2014 è previsto un significativo incremento della capacità complessiva di trattamento e del relativo recupero energetico. Passo in avanti che avverrà per effetto della ristrutturazione e l'ampliamento di alcuni impianti, in particolare Modena, Roma e S. Vittore (Fr), e la costruzione di nuovi impianti a Torino, Bolzano, Parma, Albano, Manfredonia, Modugno, Gioia Tauro. "Questa terza edizione del Rapporto, che è frutto di una consolidata collaborazione tra Enea e Federambiente, permette di valorizzare le competenze di carattere ingegneristico e impiantistico e l'esperienza che l'Enea ha maturato nella gestione dei rifiuti" ha commentato il Commissario dell'Enea, Giovanni Lelli, nel presentare il Rapporto oggi a Roma. Lelli ha quindi sottolineato le competenze dell'Enea con "particolare riguardo ai trattamenti termici innovativi che consentono il recupero combinato di energia e di materia dai rifiuti, e che -ha detto- sono state messe a disposizione di Federambiente che gestisce la maggior parte degli impianti di recupero energetico da rifiuti urbani presenti sul territorio nazionale". "Questa collaborazione -ha aggiunto Lelli- è stata recentemente formalizzata con un Protocollo d'Intesa e sono fiducioso che potranno essere conseguiti risultati di elevato interesse tecnico-scientifico, trasferibili al sistema Paese". "Restiamo convinti -ha affermato il presidente di Federambiente, Daniele Fortini- che la via maestra sia quella del massimo recupero di materia dai beni giunti a fine vita e ugualmente siamo convinti che il ricorso alle discariche debba essere necessario soltanto per i rifiuti non più recuperabili". "Auspichiamo che le conoscenze scientifiche -ha concluso Fortini- abbiano crescente divulgazione e che emergano i dati reali rispetto a timori e reticenze".
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| Ultimo aggiornamento: Giovedì 12 Aprile 2012 - 22:29 |
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