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Consegnato ieri il piano industriale dello scalo
Roma dice "no" al servizio Enav
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| Scritto da redazione | |||
| Martedì 05 Giugno 2012 - 05:05 | |||
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E poichè, fino ad oggi, il governo nazionale non ha dato il via libera per il servizio di assistenza al volo (mnon lo fece Tremonti, nel governo Berlusconi, non lo fa nemmeno l'attuale escutivo retto da Mario Monti), l'aerpporto di Comiso si trova, din dai suoi primi passi, ad avere un problema di sostenibilità economica. Il governo Lombardo ha messo a disposizione quattro milioni e mezzo per due anni. Poi si vedrà. Ma partire e far decollare i primi aerei, in questa situazione, è veramente rischioso. A meno che qualcosa possa cambiare. Ma dall'incontro a Roma non giungono notizie positive. "Non possiamo nascondere le difficoltà cui si andrebbe incontro qualora lo Stato non intenda assumere gli oneri derivanti dalle spese per l’assistenza al volo - ha detto il sindaco Giuseppe Alfano - Questa malaugurata ipotesi è da scongiurare perché comporterebbe una situazione difficilissima che di fatto renderebbe la gestione dell’aeroporto di Comiso in perdita, in quanto costringerebbe Soaco Spa a sopportare costi di cui altri enti gestori di aeroporti italiani sono sollevati dallo Stato. Non possiamo non prendere atto, da come ci è stato confermato oggi, che la posizione dell’attuale Governo non lascia al momento spazio all’ottimismo. Da quanto riferito, l’orientamento del ministero delle Infrastrutture è di ridurre gli aeroporti italiani inclusi nel contratto di programma di trasporto aereo”. La battaglia continua e Comiso chiede al governo di rivedere le proprie posizioni. “Proprio in forza del passaggio al sistema interamente a tariffa ormai prossimo, inserisca nel contratto di programma di trasporto aereo tutti i 42 aeroporti compresi nel Piano Nazionale Trasporti da Enav ritenuti di interesse nazionale. Riproporrò la questione al ministero delle Infrastrutture e successivamente dell’Economia". E nel frattempo, si studiano altre soluzioni. "L'Enac ha suggerito e invitato ad integrare il Piano Industriale tenendo conto della possibilità di operare, eventualmente nella fase iniziale, col sistema di informazione sul traffico aereo (Afis) e non di controllo del volo. Tale sistema, del quale ho già spesso auspicato l’utilizzazione, permetterà a Soaco di avviare subito l’aeroscalo comisano con costi di gestione molto contenuti rispetto al controllo di torre e, in ogni caso, non sarebbe una causa ostativa per il futuro, qualora si dovesse risolvere il nodo economico". Ma l'Afis non è adottato se non negli scali marginali. Un motivo ci sarà. le modalità operatyive ed i livelli di sicurezza sono diversi. E per Comiso non è bello dover partire in questo modo. Intanto il deputato regionale del Pd, Pippo Digiacomo, interviene sulla questione sostenendo che se la Soaco dovesse accollarsi i costi dei servizi per l'assistenza al volo in sette anni "produrrebbe un deficit di 40 milioni di euro, il che vorrebbe dire il fallimento della societa'". Se invece lo Stato dovesse assorbire i costi in questione, subentrando alla copertura di 4,5 milioni che la Regione ha gia' garantito per i primi due anni, entro il terzo anno la societa' sarebbe in grado di raggiungere il break even. Il business plan ha inoltre evidenziato come gia' al secondo anno di attivita' e con solo due partner (Alitalia e Ryanair), l'aeroporto di Comiso raggiungerebbe la quota di oltre un milione di passeggeri con l'incremento del prodotto interno lordo di un miliardo di euro. Il che vorrebbe dire un introito per lo Stato di 200/300 milioni di euro l'anno. A questo punto, "considerato che a nulla sono valse le proteste, non rimane altro che proseguire la battaglia". Per savato 30 giugno è stata organizzata una manifestazione di protesta all'aeroporto Fiumicino di Roma. Digiacomo ha detto di volersi incatenare presso lo scalo romano, portando la protesta siciliana sul panorama nazionale. © RIPRODUZIONE VIETATA
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| Ultimo aggiornamento: Martedì 05 Giugno 2012 - 23:18 |