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In serata si dimette l'allenatore Ezio Raciti. I giocatori abbandonano la società
Il Vittoria nel guado, i giocatori vanno via
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| Scritto da redazione | |||
| Venerdì 27 Gennaio 2012 - 21:33 | |||
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Questa sera nessuno aveva detto loro dove andare a mangiare. Sono andati in campo per circa mezzora, hanno cominciato ad allenarsi. Non lo avevano fatto nei giorni precedenti, saltando gli allenamenti di mercoledì e giovedì. Poi hanno deciso di mollare gli ormeggi. Lo hanno fatto tutti insieme, con una decisione corale. Poco prima, anche l'allenatore Ezio Raciti(nella foto) si era dimesso. "In quattro mesi - afferma Raciti - non abbiamo mai potuto laviorare ed allenarci con serenità. Accettare Vittoria è stato un errore. Quest'anno non ci sono mai state le condizioni per fare calcio. Questa settimana, la squadra si è allenata solo martedì. Non si può preparare così la gara di domenica". "Mi dispiace che sia finita così - parla il capitano, Alessandro Crescibene, che i compagni hanno delegato a rappresentarli - ma noi siamo ridotti alla fame. Non ci pagano da ottobre, i ragazzini, che guadagnano 300 euro al mese, non hanno ricevuto nemmeno quelli. Non hanno nemmeno i soldi per far colazione e nessuno si preoccupa di loro. Siamo stati trattati malissimo, sul piano umano e sul piano sportivo. Spesso, allemo dieci o quindici volte, siamo rimasti senza civo, senza pranzo. Arriviamo in un ristorante e ci mandano via". Sono arrabbiati con la dirigenza attuale, ma anche con Mascara. "Quando è arrivato, a dicembre, insieme al padre, ci ha garantito che tutto sarebbe andato bene. Noi avevamo richieste da altre società, siamo rimasti a Vittoria. Avevamo creduto in questo progetto, speravamo veramente di costruire un bel gruppo e di rimanere qui a Vittoria. Invece, all'improvviso, è saltato tutto. Hanno giocato con noi, con le nostre vite, ora siamo senza soldi e senza un lavoro. Andiamo via da qui e siamo disoccupati. Per vivere, dovremo cercare un lavoro e non ce l'abbiamo. Non essendo stati svincolati a dicembre, nessuno può più tesserarci. La nostra stagione è finita, dobbiamo aspettare il prossimo campionato. E per tanti di noi potrebbe essere difficile, perchè siamo stati fermi cinque mesi". Crescibene è un fiume in piena: "Mai avremmo creduto di dover vivere un'esperienza simile. Non accadono cose come queste nè nei campionati professionaistici, nè in terza categoria. Non ci hanno trattato male come giocatori, ma come uomini. pesso siamo stati ridotti alla fame, costretti a comprare un panino con i nostri soldi. Ci dispiace per questa città, Vittoria è una grande piazza, abbiamo trovato grande professionalità anche nello spogliatoio, ma non abbiamo mai avuto una dirigenza. I dirigenti sono cambiati tre o quattro volte e nessuno si è mai occupato di noi. Siamo stati abbandonati. Ciò nonostante, abiamo onorato questa maglia, abbiamo dato il possibile in campo, con il cuore. Ora non possiamo più andare avanti, persino senza cibo, oltre che senza soldi in tasca. Persino a Natale, ci hanno dato solo 100 o 150 euro. Per me, che sono di Cosenza, mi bastano per superare lo Stretto e tornare a casa!" I giocatori avevano cercato di parlare con il sindaco, volevano spiegare le loro ragioni: "Lasciamo questa città con rammarico, ci siamo trovati bene, ma sono certo che tutti comprendano che non potevamo rimanere". Nella serata, era previsto un incontro con una nuova cordata interessata a rilevare il Vittoria, o comunque ad entrare a far parte della società. E' trapelato qualche nome, ma nulla di ufficiale. Ma pare sia saltato tutto. Il Vittoria avrebbe già accumulato troppi debiti e la stagione non è ancora conclusa, Nessuno è disposto a salire su una barca che fa acqua da tutte le parti. Domenica a Vittoria arriva l'Acicatena. Ma i giocatori non ci sono più. Sono tornati a casa. Gli ultimi, che hanno mete più lontane, paryiranno sabato mattina. Ora i dirigenti dovranno fare le loro scelte. © RIPRODUZIONE VIETATA
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| Ultimo aggiornamento: Sabato 28 Gennaio 2012 - 15:03 |
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