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"Pensare Ibleo" lancia sottoscrizione popolare

Università a Ragusa, il Commissario
Scarso:"Noi vogliamo mantenere i corsi"

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Scritto da Gianfranco Di Martino   
Sabato 11 Agosto 2012 - 19:48

altRagusa - Mentre il mantenimento dell'Università a Ragusa è sempre più in forse, sotto l'ombrellone di Ferragosto di litiga. Il Commissario Straordinario della Provincia Regionale di Ragusa, Giovanni Scarso, in relazione alle dichiarazioni rese dal rappresentante degli studenti Paolo Pavia sullo stop all'accordo transattivo tra Università, Consorzio Universitario, Provincia di Ragusa e Comune di Ragusa interviene con uan dichiarazione.

"Proprio perche' lo 'studente' Pavia ha seguito tutto l'iter dovrebbe dire perchè il rettore Recca prima propone quell'accordo transattivo e poi lo rinnega, motivandolo con un parere di perplessità del collegio dei revisori dei conti. Non era più opportuno che questo parere venisse chiesto preventivamente? Avremmo evitato tutti questa azione defaticante e inutili polemiche come quella che ha inteso aprire il rappresentante degli studenti che mi sorprendono sia sul piano formale che sostanziale. Formale perchè non compete al rappresentate degli studenti indicare le azioni amministrative della Provincia in sede di previsione di bilancio e sostanziale perchè' se la Provincia, dopo riunioni-fiume e interlocuzioni, delibera di autorizzare il Commissario a firmare l'atto transattivo significa che ha messo in campo tutti gli atti necessari per onorare la transazione".

Il Commissario Straordinario aggiunge: "Sono abituato a parlare con gli atti e facendo sacrifici immani abbiamo trovato la quadratura del cerchio sial sul piano finanzario che amministrativo. Se proprio di uscita inopportuna dobbiamo parlare, questa è proprio del rappresentate degli studenti che non conosce atti e azioni della Provincia che resta l'unico Ente, insieme al comune di Ragusa, ad assicurare la presenza universitaria nel territorio ibleo, a fronte di disimpegni di altre Istituzioni e di fondazioni".

Sin qui il Commissario Giovanni Scarso. Ma sulla marcia indietro dell'ateneo catanese sulla bozza di transazione che doveva essere sottoscritta dagli enti interessati a mantenere a Ragusa l'Università, interviente il Presidente di "Pensare Ibleo", Enzo Pelligra che a tutto spiano afferma che "non è davvero possibile continuare ad essere ritenuti provincia 'babba' dove tutti si permettono la qualunque. E' arrivato il momento di dire basta".

 Pelligra ritiene che "non sia mai utile fare polemica quanto piuttosto cercare sempre di addivenire a miti consigli. Ma davanti a certe situazioni, come questa, non possiamo non indignarci.  Tutto sembrava risolto, ciascuna delle parti in causa aveva espresso il proprio apprezzamento per il percorso individuato e all’ultimo l’Ateneo catanese si tira indietro per un intoppo burocratico, chiedendo il parere dei revisori dei conti che non potrà arrivare in tempi brevi in quanto gli stessi sono in ferie? E, quindi, significa che con molta probabilità tutto sarà rinviato agli inizi di settembre facendoci perdere l’opportunità di fare partire nei tempi dovuti la struttura didattica speciale in Lingue e condannando la stessa, se tutto va bene, ad un anno di oblio".

"Pensare Ibleo" conferma l'avvio di una "sottoscrizione popolare per contribuire, per quanto sarà possibile, a ridurre il debito che il Consorzio universitario nutre nei confronti dell’Ateneo. Sappia, però, fin da ora il rettore Recca, e tutti gli altri che, a questo punto, dobbiamo ritenere, stiano tramando per eliminare questa presenza prestigiosa sul nostro territorio, che Pensare Ibleo farà l’impossibile per difendere il posto di lavoro delle trentuno unità al momento in forza presso l’ente consortile. Ma dove sono i nostri politici? Ad incatenarsi dinanzi la sede del Consorzio per protestare contro quest’ennesima trovata dell’Ateneo oppure a farsi i bagni a mare? Qualcuno ce lo dica, per favore”.
 

Tags: commissario | pelligra | ragusa | Università

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Commenti 

 
#1 Paolo Pavia 2012-08-12 18:31
Il "commissario" fa orecchio da mercante alle legittime critiche che ho sollevato, nel momento in cui constato che sono stati pressoché azzerati i fondi prima stanziati per l'università nella misura di 1.500.000 euro. Ho osservato come, in maniera infelice ed inopportuna, si sia diffusa tale notizia nel pieno delle trattative con l'Università di Catania. La domanda che ci poniamo è: "come si può onorare un impegno finanziario di oltre 1 mln. di euro l'anno nei confronti dell'università quando la quota stanziata dal Comune di Ragusa è appena sufficiente per coprire le sole spese di funzionamento del Consorzio universitario?". Risponda su questo, sig. "commissario"!
Paolo Pavia
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