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Acate - A distanza di quasi settant’anni gli acatesi riscoprono il sinistro rumore degli aerei da guerra. E qualche volta, meravigliati, li vedono anche sopra i loro tetti. Se nel luglio 1943 furono i bombardieri inglesi ed americani a seminare terrore e morte nel centro abitato, da qualche giorno sono i velivoli della Nato di stanza a Sigonella a destare preoccupazione fra gli abitanti. Si susseguono, infatti, nel cielo di Acate, i voli a bassissima quota dei droni, gli arei statunitensi senza pilota che potrebbero essere utilizzati in un possibile attacco al regime di Assad, in Siria.
“Giochi di guerra”, per ora, che intanto, secondo alcuni esperti, metterebbero a rischio la sicurezza dei voli civili e delle popolazioni, che vivono nel teatro delle esercitazioni alleate. I velivoli sono dotati di sofisticate apparecchiature che quasi annullano i rischi di malaugurati incidenti, ma oltre ai “fatalisti”, ad Acate c’è anche chi pretende rassicurazioni ufficiali.
“Sulle nostre teste, è proprio il caso di dirlo – sottolinea Gaetano Masaracchio, ex presidente del Consiglio comunale - assistiamo ad un vero “spettacolo” senza sapere se la nostra incolumità è tutelata. Le Autorità provinciali e i sindaci, se informati, credo che abbiano il dovere di riferire ai cittadini. Non oso immaginare le conseguenze se un aereo dovesse precipitare sul centro abitato, ma mi ricordo della tragedia dell’istituto emiliano di Casalecchio, dove un jet militare, sia pure senza negligenza degli ufficiali comandanti, provocò una strage”.
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