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Dimissioni o sfiducia? Appello "criptato" anche all'Udc

Il Pd chiede le dimissioni di Alfano
"La colpa vera del dissesto è tutta sua"

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Scritto da redazione   
Martedì 31 Gennaio 2012 - 21:45

altComiso - Il dissesto è colpa dell’amministrazione Alfano. La giunta precedente aveva prodotto un indebitamento di 7.233.000, come certificato dal consuntivo 2007 e dal dispositivo della Corte dei Conti che, nel 2009, aveva preso in esame la situazione economica ed amministrativa del comune di Comiso. Il resto, i debiti fino a 25 milioni di euro, pesano sulle spalle della giunta Alfano e del suo sindaco.

Il Pd non ha dubbi. Fotografa in modo impietoso l’attuale situazione dell’ente e lancia un duro atto d’accusa nei confronti dell’amministrazione comunale in carica. Hanno la responsabilità di aver prodotto il dissesto finanziario dell’ente e devono dimettersi. I partiti che lo sostengono devono prendere atto del fallimento e staccare la spina.
Gigi Bellassai, Salvo Zago e Pippo Digiacomo lanciano un appello all’Udc. Pur senza nominarla mai apertamente, spiegano, a chiare lettere, che è necessario mandare a causa l’attuale amministrazione. Bisogna porre un termine ad una giunta che non è stata capace di amministrare la città, ridare la parola agli elettori e ripartire.

Il Pd e gli altri gruppi di opposizione hanno 11 consiglieri su 20, per la sfiducia ne occorrono 13. Se i consiglieri dell’Udc dovessero decidere di aderire al progetto Pd e prendere le distanze da Alfano, i numeri ci sarebbero. “Ma non c’è solo la sfiducia – spiega Salvo Zago – si può prendere esempio da Cammarata, che a Palermo si è dimesso. Si prende atto che si è sbagliato, che non si è riusciti a centrare l’obiettivo e si va via. Non si può ripetere all’infinito la storia dei debiti. Giuliano Pisapia, a Milano, poche settimane dopo l’insediamento, ha detto a chiare lettere: abbiamo trovato una situazione peggiore di quello che ci aspettavamo. L’ha detto una volta, non l’ha ripetuto più e si è messo a lavorare”.

“Il centrodestra ed Alfano ci hanno portato a sbattere contro un muro – scrive Bellassai in un documento consegnato alla stampa – hanno distorto la realtà e calpestato le regole amministrative (atti illegittimi), contabili (bilanci falsi) e democratiche (consiglio comunale umiliato). Il vero punto non è rimpallarsi le responsabilità, ma comprendere le cause del disastro finanziario. Le responsabilità saranno verificate dai commissari, i fatti ed i numeri però sono questi. Le entrate, in questi anni, sono cresciute di 7 milioni di euro, ma le spese sono cresciute ancor di più, fino a 10 milioni di euro. Le rate dei mutui sono cresciute di 400.000 euro.

Ma soprattutto lo scostamento tra le entrate previste e le spese accertare nel 2010 (l’ultimo anno in cui abbiamo avuto un bilancio di previsione ed un consuntivo) è del 62 per cento in meno. A ciò si aggiunge la scellerata volontà di non pagare i creditori, che ha portato a decreti ingiuntivi per 15 milioni di euro. Se nel 2008, il disavanzo era di sette milioni di euro, come accertato dal consuntivo, oggi è di 25 milioni di euro”.

Bellassai chiede di intervenire per limitare i danni. “Per scongiurare la soppressione di servizi essenziali, per indigenti, portatori di handicap, anziani e bambini. E ora rischiano anche i dipendenti comunali. Tra dipendenti part time e full time, 199 rischiano la mobilità”.

Tags: alfano | Comiso | comune | dimissioni | dissesto | partito democratico

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Ultimo aggiornamento: Giovedì 02 Febbraio 2012 - 10:31
 
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