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Capoluogo naturale della terra iblea
Lo splendido mare di Puzzalus e la Torre
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| Scritto da Michele Giardina |
| Lunedì 27 Giugno 2011 - 18:36 |
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Scoprire. Toccare con mano. Gustare. Colori altri. Sapori particolari. Salsedine, scirocco, alghe, frutti di mare, un mix di odori, nelle case, nelle cose, nei palazzi, nelle strade. Generoso e caldo come non mai il sole. Che, secondo una ricerca effettuata dall’Enea, nel 2001, splende da queste parti con maggiore intensità e per più giorni all’anno. Sponde ricche di storia. Che narra vicende locali, personali, angosciosi percorsi umani, travagli e conquiste sociali. Testimoni preziosi del tempo sabbie e scogli da contrada Ciaramiraro a Grottelle, da Pantanelli a Pietrenere, da Raganzino a Punta Regilione. A loro difesa il quattrocentesco Palazzo-Torre Cabrera “…Turris ingens et magnifica a Bernardo Incaprera … erecta, Puzzalus appellata, quam mare lambit, frumenti emporium…” (Fazello – Deca I – 224). Meta di attacchi continui da parte dei corsari l’intera costa. Per saccheggiare i magazzini di Pozzallo ed il Caricatore, centro di raccolta di tutto il grano della Contea. Di solito i pirati si rifugiavano in porti sicuri per assaltare i velieri alla fonda o in navigazione. Per sferrare l’attacco sulla costa pozzallese si nascondevano invece nelle insenature di Maganuco, Cala Brigantina, Raganzino e S. Maria del Focallo. Poi, nottetempo, con repentine azioni di sorpresa, riuscivano a rapire uomini e donne che vendevano come schiavi nei mercati arabi o africani. Per fronteggiare una situazione sempre più drammatica il conte di Modica, Giovanni Bernardo Cabrera, figlio di don Bernardo, nel 1429 chiese ed ottenne dal Re Alfonso V d’Aragona il permesso di costruire a Pozzallo una grande Torre, destinata per l’appunto alla difesa del Caricatore, della costa e dell’entroterra modicano. In questo antico borgo marinaro baciato dal sole, i saperi, i beni immateriali, i valori, i sentimenti, il passato, la storia, la formazione, la crescita, lo sviluppo, le lotte sociali, la cultura, nodi e componenti della vita degli uomini e delle cose, sono indissolubilmente legati al mare. Migliaia i marittimi pozzallesi. Centinaia gli ufficiali di macchine e coperta. Numerosi i comandanti di petroliere, navi da carico e passeggeri. Peculiari i prodotti della terra e del mare. Per la natura del terreno argilloso e sabbioso e la caratteristica dei fondali. Gustosissimo il pesce. Magnificato, la prima settimana di agosto di ogni anno, con la Sagra del Pesce. Manifestazione nazional-popolare di grande successo, datata 1967, pari per fama a quella di Camogli. Tempo ed esistenza sono dettati da elementi naturali irripetibili. Preziosissimi beni culturali da salvaguardare. Avendo la consapevolezza che un territorio limitato, piccolo, semplice, pulito, dinamico, intraprendente, fattivo, se armonicamente gestito e sapientemente vissuto, è bello. Come riconosciuto dalla Fee che, per la decima volta, ha rilasciato, alla città che ha dato i natali a Giorgio La Pira, la Bandiera Blu, prestigioso riconoscimento, per la qualità delle acque del mare, la vivibilità dell’ambiente, l’efficienza dei servizi. Pozzallo è l’unico comune marinaro della provincia di Ragusa. Territorio pianeggiante lungo tutta la fascia costiera, presenta morbidi dislivelli verso Modica. Clima tipicamente mediterraneo, gode di temperature che, d’inverno, scendono raramente sotto gli otto gradi. Caldi le estati, mitigate dalla brezza marina. Limitato e insufficiente il territorio. Una “gentile” concessione del decurionato di Modica che, in ossequio al Regio Decreto del 1829, ne riconobbe l’autonomia. “E’ di ettari 1.100 - scrive Ruggiero Sigona in Monografia di Pozzallo ( 1904) – e in rapporto al numero degli abitanti è veramente esiguo. Ormai da noi sarebbe opportuna un’agitazione per la circoscrizione territoriale affinché nella nuova legislatura si presentasse tal progetto di legge. E veramente è stato un errore di economia politica che si è voluto perpetrare fino ai nostri giorni dovendo tutte le città essere in armonia, e l’una non sopraffare l’altra per impedire il vero sviluppo che si richiede”. Ad est la spiaggia Pietrenere, guardata a vista dallo storico edificio della ex Colonia marina, ove dovrebbe essere realizzato il Museo del Mare, si ricongiunge con quella di Santa Maria del Focallo, territorio di Ispica. Per poi proseguire a braccetto, lungo tappe importanti quali Marza, Ciriga, Porto Ulisse, i Pantani, fino a Capo Passero. Ad ovest la spiaggia Raganzino, il porto turistico, quello commerciale, la splendida scogliera, Cala Brigantina, Maganuco, Punta Regilione. Mare e coste senza confini. Che si tengono per mano, si accarezzano, trottano insieme lungo un itinerario amico. Dell’intera costa iblea, Pozzallo è incontrastato capoluogo naturale. La capitale del mare. Alle spalle del porto la zona industriale. Con centinaia di aziende che producono e lavorano nel rispetto dell’ambiente. Un valore aggiunto per una città a forte vocazione turistica. Avviata verso traguardi importanti. Decisa a sviluppare e sostenere sempre di più, dal punto di vista umano, formativo e sociale, una politica di crescita fortemente ancorata alla conservazione dei luoghi e alla cultura dell’ambiente. Mare, spiagge, coste, commercio, artigianato, produzione “pulita”, enogastronomia, turismo, servizi, accoglienza, svago, tempo libero, divertimento sano. Queste le credenziali che esercitano fascino e attrazione “fatale” nei confronti di visitatori, villeggianti e turisti. “La fascia costiera iblea – narra il prof. Melchiorre Trigilia – è rappresentata da tre aree diverse: la prima di natura prevalentemente rocciosa caratterizzata da una morfologia di tipo strutturale; la seconda di natura sabbiosa e calcarenitica, con una morfologia di tipo differenziato; la terza caratterizzata da litotipi di natura sabbiosa, che ha dato luogo a dune mobili, alluvioni fluviali e fondi palustri. E’ presente inoltre una fatturazione di tipo minore, che determina un’intensa decompressione, con conseguente allentamento delle proprietà coesive dei litotipi rocciosi. La fenomenologia erosiva si esplica attraverso la combinazione di due distinti meccanismi: uno di tipo meccanico, dovuto all’azione di impatto abrasivo delle acque, l’altro di tipo chimico-termico che causa fratture, fenomeni di contrazione e dilatazione, con l’effetto di una progressiva “disquamazione” delle superfici esposte. Sei le porzioni della costa iblea soggette alla citata fenomenologia erosiva e la sesta è l’Isola dei Porri”.
Chi, invece, discende dall’entroterra è sorpreso dal baluginare dei tratti costieri lontani, annunciati dai frondosi carrubi, che custodiscono pure le inedite storie della borghesia mercantile, artefice delle solari e fastose architetture del centro storico. Bisogna, perciò, sostare in piazza Rimembranza per apprezzare la maestosità di Palazzo Pandolfi e di Palazzo Giunta, dimore signorili di fine ottocento. Nell’omonima piazza spetta a Palazzo Giunta-Musso inaugurare l’itinerario liberty, culminante nel novecentesco Palazzo di Città e nella pregevole Cappella Gentilizia della Villa Marchese Tedeschi in contrada Scaro. Rivive, così, la genealogia mecenatizia, materializzata negli originali capitelli d’ingresso alla patrizia residenza, invita alla sosta la Galleria Museale che negli affrescati interni custodisce le opere di memorabili artisti pozzallesi, bisbiglia tra i libri della Biblioteca Comunale la voce della giovane marchesina Rosalia, sprigionando l’alfabeto di fascinose letture. Una straordinaria armonia di abbracci riserva Pozzallo a chi vive l’esperienza di sorvolarla. La forza della visione aerea dipende dalla bellezza e radiosità di Raganzino e di Pietrenere, le due spiagge che fanno da contrappunto, come in un brano musicale, all’affollata centralità urbana. Spiagge che abbracciano la città e richiamano, agli occhi e al cuore, le ali di un gabbiano, il pallante ri mari dei pescatori, che, planando dolcemente, disvela le misteriose profondità di un mare vissuto, ricordato da semplici viaggiatori e turisti, attratti pure dal colorato emporio di genuine specialità. Mare e pesci, simboli e ritualità, natura e cultura, attraversano ancora Pozzallo, raccontano la sua civiltà costiera, dove a ritmo d’onda risuona il pluriverso della memoria, dei sogni e dei desideri, che Pozzallo portuale, balneare, piazzaiola, civettuola, ospitale, civile … è ancora capace di donare”. © RIPRODUZIONE VIETATA
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| Ultimo aggiornamento: Lunedì 27 Giugno 2011 - 23:26 |