Ragusa, ancora puntate sulla centrale

Un'occasione persa per stare in silenzio
Sul nucleare, tanto rumore per nulla

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di Red   
Mercoledì 04 Marzo 2009 - 11:46

Ragusa - E' forse questa in sintesi la frase che meglio descrive la questione del nucleare che in questi giorni ha riempito ogni angolo del panorama mediatico di casa nostra. L'ipotesi di una centrale nucleare in Provincia di Ragusa ha dato vita a un dibattito dai toni infuocati dove tutti hanno detto la loro: dal presidente della Provincia ai sindaci di Modica, Vittoria, Comiso, Ragusa, passando per assessori e consiglieri fino ad ambientalisti, associazioni, comitati ed anche deputati, soprattutto regionali. Il campionario di pareri e opinioni è ovviamente variopinto: chi è favorevole, chi è contrario, chi minaccia raccolte di firme e petizioni e chi invece preferisce non pronunciarsi. Prima di ogni altra considerazione in merito, però, la cosa che più dovrebbe far riflettere è che in realtà l'ipotesi del nucleare nel territorio ibleo è completamente priva di fondamento.

Quella che inizialmente era un'indiscrezione giornalistica pubblicata da un quotidiano nazionale infatti si è poco dopo trasformata in una vera è propria bufala. Come svelato dalla fondazione Sorellanatura, l'area identificata dal Cnr come idonea alla costruzione di una centrale non è la Provincia di Ragusa (Rg), ma quella di Agrigento (Ag), per l'esattezza la città di Palma di Montechiaro. In questo senso va sottolineato, se ce ne fosse ancora bisogno, che non esistono documenti reali per procedere sulla strada del nucleare e che tutto il dibattito è, di fatto, di natura esclusivamente virtuale. Visto e considerato soprattutto che anche il primo cittadino del Comune agrigentino si è già pronunciato negativamente sulla possibilità di realizzare un impianto nucleare nella propria zona di competenza. Dall'errore di una sola lettera quindi (Rg per Ag) è scaturito il "circo" di prese di posizione e opinioni cui abbiamo assistito in questi giorni. La svista fatale, però, non ha evitato che la parola nucleare divenisse oggetto di contesa e motivo di scontro politico dove la notizia, vera o falsa che fosse, è divenuta una ghiotta opportunità per occupare a più riprese la ribalta. Il risultato, poco edificante, è che si è fatto un grande spreco di fiato con proclami inutili e previsioni del tutto fuori luogo e soprattutto fuori tempo: se la questione del nucleare infatti dovesse passare dalla pura dimensione dell'ipotesi a quella della concretezza d'intenzione e di atti da parte dei vertici amministrativi, quali essi siano, ci vorrebbero più o meno una ventina d'anni per vedere il primo reattore in attività. Un periodo veramente troppo lungo per prevedere come evolveranno le dinamiche energetiche a livello nazionale. Nell'errore di ricercare la visibilità a tutti i costi, inoltre, sono cadute anche le associazioni ambientaliste che, pur avanzando posizioni condivisibili - il nucleare mal si concilia con un territorio a vocazione turistica come quello ibleo - anziché bocciare l'ipotesi come del tutto inconsistente e appunto infondata, hanno scelto di cavalcare l'onda mediatica di giornali e televisioni. Qual è la morale di tutta la vicenda? Prima di discutere di un qualsiasi argomento che interessi la comunità tutta, specie se delicato come quello del nucleare, occorrerebbe informarsi correttamente sulla natura dei fatti presi a fondamento del confronto e verificarne la veridicità; proprio come ogni buon giornalista è chiamato a fare quotidianamente per il proprio lavoro. Usando un'espressione tipica della matematica, se questa condizione non è soddisfatta, allora sarebbe meglio tacere che parlare, evitando brutte figure.

Tags: provincia di ragusa

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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 04 Marzo 2009 - 13:47
 



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