Le Masserie - Ragusa
Cgil. Interessante convegno alla sala Avis

Crisi economica e le infrastrutture
Le riflesioni di Italo Tripi su Ragusa

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di Giovanni Parisi   
Martedì 03 Marzo 2009 - 23:26

Ragusa - E’ un attacco al Governo nazionale e a quello regionale. Un modo per sottolineare ancora una volta l’enorme gap che separa il Sud Italia dal Nord.

Un’ulteriore conferma che Ragusa e il Sud Est siciliano sono privi di una rete infrastrutturale che dimezzi i tempi di percorrenza di uomini e merci e permetta il vero rilancio dell’economia. A portare alla luce del sole le deficienze del “sistema Ragusa” è il segretario regionale della Cgil Italo Tripi, lunedì nel capoluogo ibleo per partecipare ad un convegno su crisi economica e lavoro promosso dalla Camera del Lavoro. “E’ un’Italia a due velocità quella in cui viviamo – ha dichiarato Tripi -. Si pensa ad un soccorso per le aree geografiche più sviluppate, anziché per il Sud, che è molto al di sotto della media europea di sviluppo economico

Cgil oggi non è contro lo stato dell’arte, contro la crisi, ma contro i metodi che il governo nazionale e regionale stanno adottando per frenarla e combatterla. Alla ricetta degli Usa, di rinnovamento, l’Italia risponde con la vecchia ricetta di Bush e non capisce che la crisi si sta abbattendo sui lavoratori e sui pensionati, prospettando come soluzione energetica il nucleare, che potrà essere una realtà solo fra trent’anni e solo facendo i conti con una risorsa come l’Uranio che fra quarant’anni non ci sarà più”. Tripi riserva delle frecce critiche anche per il ministro Tremonti.

“Perché vengono emessi i Tremonti bond se contemporaneamente si afferma che le banche italiane sono solide – continua il segretario regionale della Cgil -. Della Social Card non parla più nessuno, evidentemente anche quello era uno spot pubblicitario come il nucleare e il ponte sullo Stretto”. Poi il rappresentante della Camera del Lavoro concentra l’attenzione sul decreto legge per regolamentare gli scioperi. “Il decreto di legge – sostiene Tripi – non parla della regolamentazione dello sciopero nel settore dei trasporti, ma del diritto alla mobilità delle persone. E’ una legge scritta coi piedi per attaccare l’utilità del sindacato e non il diritto allo sciopero”. Quale la soluzione allora per uscire dalla crisi? “La crisi siciliana – risponde Tripi – non è figlia della crisi del settore immobiliare, ma è una crisi vecchia su cui si innestano nuove tensioni scatenate dall’attuale crisi. La Regione ha creato su proposta della Cgil un tavolo tecnico. Abbiamo chiesto l’immediato sblocco dei pagamenti degli Enti Pubblici alle Imprese Private per lavori già eseguiti, si parla di quattro o cinque miliardi di euro.

Abbiamo anche chiesto l’avvio delle opere che hanno già progetto esecutivo”. Poi lo sguardo sulla realtà ragusana. “Ragusa è l’area geografica – ha dichiarato Tripi – con minori infrastrutture, sebbene sia un’area ricca. In Sicilia vi sono tantissime potenzialità che non vengono sfruttate. In campo energetico si punti su eolico e fotovoltaico. Abbiamo anche un grande patrimonio da sfruttare: i disoccupati”. E tornando sul lavoro Tripi parla di reintroduzione di gabbie salariali dovute alla possibilità per le zone a rischio economico di sottoscrivere deleghe ai contratti nazionali. Un quadro, quello dipinto dal segretario regionale della Cgil, che di certo non gode di tinte chiare, ma che fra le ombre che mette in evidenza fa emergere anche possibili soluzioni alla crisi.

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Ultimo aggiornamento: Martedì 03 Marzo 2009 - 23:56
 



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